Philippe Paraskevas : Breeding The Arabian Horse :Straight Egyptians Arabians Horses : The Egyptian Alternative
Philippe Paraskevas's Proposals for Showring Reforms ~ a Conversation ~ translated into 12 languages : English, Arabic, Deutsch, Espanol, Francais, Magyar, Nederland, Russian, Czech, Portuguese, Italiano, Polish, Swedish.
*translated into 12 languages
The Egyptian Alternative
VOLUME II
In Search of the Identity of the Egyptian Arabian Bloodlines

Philippe Paraskevas :The Egyptian Alternative: In Search of the Identity of the Egyptian Arabian Bloodlines, Volume 2 Book :Straight Egyptians Arabians Horses This book is a clarion call for revolution in the way breeders view, and breed, Egyptian Arabian Horses.
THE PUBLISHER » read more..
The Egyptian Alternative
VOLUME I
Breeding the Arabian Horse

Philippe Paraskevas :The Egyptian Alternative: Breeding the Arabian Horse, Volume 1 Book :Straight Egyptians Arabians Horses THE EGYPTIAN ALTERNATIVE is a thought – provoking book for breeders of the Arabian horse and Egyptian Arabian..
THE PUBLISHER » read more..
Buy Now!
HARDCOVER EDITIONS >>
Diwan Bookstores

OLMS.de

Amazon.com
The Arabian Mag. Shop
Philippe Paraskevas :The Egyptian Alternative : Buy Online Now :Straight Egyptians Arabians Horses
Philippe Paraskevas :The Egyptian Alternative: In Search of the Identity of the Egyptian Arabian Bloodlines, Volume 2 Book :Straight Egyptians Arabians Horses
Philippe Paraskevas :The Egyptian Alternative: Breeding the Arabian Horse, Volume 1 Book :Straight Egyptians Arabians Horses
Testimonials Details
The Egyptian Alternative by Philippe Paraskevas

Annalisa Monticelli
Date: 12/29/2013
Il fenomeno Paraskevas: nomen omen *

"Philippe Paraskevas: nato al Cairo nel 1960, è un egiziano con ascendenze greche, come suggerisce il cognome, mentre il suo nome è la perfetta concretizzazione della locuzione latina. Laureato presso l'Università di Ginevra in Economia e Commercio, nel 1982, è ritornato in Egitto, dove è ora un imprenditore.
Il Sig. Paraskevas ha dedicato la sua intera vita alla tutela del patrimonio culturale egiziano, soprattutto per quanto riguarda l'allevamento di cavalli arabi egiziani, che considera “patrimonio nazionale”. Circa trenta anni fa ha fondato due programmi di allevamento entrambi focalizzati sull’esclusivo utilizzo di cavalli allevati dall’E.A.O.
Negli ultimi anni ha pubblicato due libri che hanno rivoluzionato il modus pensandi degli allevatori di cavalli Arabi Egiziani e gli appassionati di questa razza. Entrambi sono ritenuti I libri provocatori. Entrambi sono libri che fanno pensare e scardinano alcuni concetti che nel corso dei decenni si sono cristallizzati nel modus operandi degli allevatori e degli addetti ai lavori.
I libri: il suo pensiero
Entrambi I libri danno una panoramica storica degli allevamenti in Egitto dalla metà del XIX secolo fino ai giorni nostri. È rilevata l'importanza del cavallo del deserto nei primi anni dell’islamismo, lo stile di vita beduino, e il ruolo che hanno avuto nell’allevamento dei cavalli del deserto, ed enfatizza il ruolo chiave del clima del deserto, nella determinazione della conformazione finale del cavallo, così come, ancora più importante, il carattere e l'anima del cavallo.
A questo proposito lui attinge dai testi dei vari studiosi, e delle autorità di razza, del passato e del presente.
Nel secondo volume, in particolare, spiega le complessità della lettura dei pedigrees, descrivendo ceppi, sotto ceppi e le famiglie di cavalli, e spiega la necessità di allevare in preservazione di alcune famiglie e parallelamente in outcross per conservare la diversità genetica, per consentire un futuro sano della razza, senza cadere negli errori dell’eccessivo inbreedings. E poi spiega I pro e I contro di entrambi I metodi di allevamento (consanguineità vs. incroci esterni).
In particolare, lui spiega con estrema precisione I vantaggi e gli svantaggi della estrema consanguineità, alimentata dall’ossessione di vincere negli shows, rivelando gli effetti, a corto e a lungo termine, dei due metodi di allevamento.
L’autore descrive le linee maschili e le linee femminili allevate all’E.A.O. che discendono dai cavalli allevati ad Inshass, e dai cavalli allevati dai Principi, e discute la loro individualità e la mancanza di uniformità nel loro aspetto generale.
Lui auspica al ritorno della diversità come l’unico modo di preservare il patrimonio genetico del cavallo, che suona esattamente opposto alla ricerca spasmodica di molti degli allevatori moderni che cercano di adattare I propri cavalli e le loro scelte di incrocio al concetto effimero di Arabo Ideale. Questo cavallo Arabo cosiddetto ideale si è evoluto nei tondini e nei boxes, e non ha mai avuto la necessità di dover passare attraverso sfide e lotte per la vita e quindi si è evoluto senza aver affinato la sua intelligenza, o senza aver sviluppato versatilità e andature comode come il canter lento e regolare, di contro, senza la necessità utilizzare, ad esempio, il trotto allungato.
L’autore scandaglia in profondità il ruolo degli shows e come la ricerca di un unico standard ideale codificato nel mondo occidentale, insieme a metodi artificiali di condizionamento allo show, hanno portato al deterioramento dell’ originale cavallo del deserto.
Infine l’autore denuncia l’unico colpevole di questa situazione: il denaro, che in maniera vile e subdola determina l’andamento del mercato.
Ma ai lettori dà una speranza: una rosa di principi e piani d'azione necessari a garantire la rinascita degli Arabi del deserto.
Il sig. Paraskevas: allevatore illuminato
Una delle caratteristiche che spiccano con grande chiarezza, visitando gli allevamenti del sig. Paraskevas, è la loro potenza e vitalità che trascendono le barriere create dall’obiettivo della macchina fotografica e arrivano dritte al cuore. Questi cavalli sono rotondi, potenti, vitali, mai statici come manichini e chiaramente tutto è all natural: niente tosature e niente lucidi. In questi cavalli Arabi si apprezzano le caratteristiche che hanno reso proverbiale il fisico dell’Arabo del deserto: ampiezza toracica, zoccoli duri e larghi, colli giustamente crestati e possenti negli stalloni, che rilevano la vera mascolinità d’essere, l’azione potente dei garretti. Tutte le qualità che il corso delle epoche storiche ha eletto l’Arabo come il miglioratore per eccellenza per la guerra e per gli sports. Il contrario di quanto accade oggi con questi cavalli, ridicolizzati con collane, gioielli, trucchi e pose statiche, che hanno distrutto la loro essenza di compagni di vita per gli umani.
Il sig. Paraskevas ritiene essenziale allevare Arabi Egiziani utilizzando tutte le linee femminili esistenti all’EAO, considerandole tutte con lo stesso valore di importanza per l’evoluzione dell’allevamento. Ciò è in preciso e totale contrasto con il modo di allevare prevalente in Occidente, che invece tende a privilegiare solo alcune linee femminili altamente selezionate, che alcuni famosi allevatori considerano d’ élite, relegando, così a ruoli marginali o addirittura all’ oblio, tutte le altre linee femminili. E così si scatenano quattro effetti catastrofici a catena che coinvolgono l’intero mondo dei cavalli Arabi Egiziani.
I quattro punti
Punto primo: il cavallo Arabo selezionato in Egitto fu inizialmente creato utilizzando pochi cavalli. Chiaramente con il boom del cavallo Arabo Egiziano in Occidente, alcuni allevatori, hanno necessariamente focalizzato I loro interessi su tre o quattro linee femminili, ma allo stesso tempo, forse inconsciamente hanno codificato l’idea di linee femminili di prima classe e linee femminili di seconda e terza classe.
Punto secondo: questo ha creato un conseguente restringimento dei ceppi genetici perché il mercato, evidentemente, richiede sempre e solo gli stessi cavalli e non è in grado di apprezzare le differenze che devono esistere tra I diversi ceppi genetici. Di conseguenza si è andato codificando un unico tipo di cavallo Arabo.
Punto terzo: focalizzando l’interesse in un gruppo di cavalli, I cui nomi si rincorrono all’infinito, ripetuti numeri infiniti di volte, nei pedigrees, gli allevatori di stampo occidentale hanno quasi del tutto eliminato la variabilità genetica, che permette ad ogni specie di evolversi.
Punto quarto: la codifica di un singolo tipo di cavallo Arabo ha portato a utilizzare una sola linea maschile, portando quasi all’estinzione le uniche altre due linee maschili.

N.B. Come appare chiaro, in questa mia recensione non ho mai utilizzato la pluri abusata locuzione Straight Egyptian, cui ho preferito sostituire la semplice locuzione di Arabo Egiziano. Perché? L’autore a ragione e con somma logica, spiega che la parola “straight “che in italiano potrebbe tradursi con dritto, retto, senza sbavature, senza curve e quindi, per assimilazione di concetti è sfumante nel concetto di “puro,” non ha spiegazione logica nell’intero sistema di evoluzione di questa razza. Che significa, in parole semplici? Gli Arabi tradizionalmente selezionati in Egitto, hanno origini diverse e lontane tra loro, spaziando dal nord della Siria, al sud ovest della penisola Arabica, passando per il deserto del Nejd e arrivando alle rive del Mar Caspio, pertanto il concetto di dritto, retto, senza sbavature e curve ecc. È quanto mai inadatto a descrivere questa razza."
Copyright © 2010 - 2017 - Philippe Paraskevas - All Rights Reserved
powered by zanss.com